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Anche in Liguria l’Orso che controlla i rifiuti

I 235 Comuni liguri hanno tempo fino a fine marzo per completare l’inserimento dei dati su “Orso – Osservatorio rifiuti sovraregionale”, l’applicativo elaborato nell’ottica di rendere omogeneo il censimento dei rifiuti urbani fra le varie regioni e adottato quest’anno anche in Liguria. Orso permette di tracciare il flusso dei rifiuti in tutte le regioni che lo hanno adottato, e deve essere utilizzato dai gestori degli impianti di trattamento, diventando così anche uno strumento di controllo. La normativa classifica i rifiuti secondo l’origine, in urbani e speciali, e secondo le caratteristiche, in pericolosi e non pericolosi. Arpal, nell’ambito delle attività svolte come ente appartenente all’Osservatorio regionale sui rifiuti, ha il compito di verificare e validare i dati inseriti dai diversi Comuni: dopo il 31 marzo quindi i tecnici Arpal si metteranno al lavoro per consentire alla Regione di emanare entro fine giugno la delibera di accertamento dei livelli di raccolta differenziata raggiunti nel 2016 da ogni Comune ligure. Ricordiamo che la normativa nazionale prevede che la quota di raccolta differenziata raggiunga il 65% e che, entro il 2020, almeno il 50% di vetro, carta, plastica, metallo e frazione organica raccolti in maniera differenziata siano poi avviati al riciclaggio e recupero di materia o energia. La Liguria ha superato quest’ultima indicazione, ponendo due ulteriori obiettivi, con tanto di multe agli inadempienti e bonus economici ai Comuni virtuosi: il 45% al 2016 (ad esclusione di Genova, per cui ci si accontenta del 40%) e addirittura 65% al 2020.

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