Musica

Parole, musica e grande partecipazione ieri al Duse per ricordare il cantautore Luigi Tenco

Genova. Che svolta avrebbe preso la carriera artistica di Luigi Tenco, come sarebbe oggi, nessuno può dirlo. Quello che è certo è che quel ragazzo bello e misterioso, ha lasciato al mondo quasi cento canzoni composte in un lasso di tempo brevissimo.

Luigi Tenco aveva solo 28 anni al momento della sua morte, ma, a distanza di 50 anni il suo ricordo rimane nitido e le sue canzoni continuano ad essere attuali e apprezzate, forse oggi più di ieri.

I cantautori della scuola genovese diventano materia di studio, grazie al progetto promosso dall’assessore alla cultura Ilaria Cavo, e Tenco stupisce e conquista i giovani di oggi, alcuni di questi presenti in sala, che si avvicinano al suo repertorio in punta di piedi.

Ieri, il Teatro Duse ha visto un pubblico emozionato ma nello stesso tempo divertito per Tenco Parole e musica”, la grande serata in onore di Luigi Tenco organizzata e fortemente voluta dalla Regione Liguria in collaborazione con altre realtà del territorio. Che si possa sorridere anche nel ricordare un grande cantautore che ha lasciato un vuoto incolmabile senza mancare di rispetto alla sua memoria, lo ha dimostrato egregiamente Gioele Dix. L’attore, padrone del palco, ha letto con trasporto i brani più significativi della discografia di Luigi Tenco ed eccezionalmente cantato quelli più teatrali. Le parole delle sue canzoni, scandite come vere poesie hanno restituito tutta quella malinconia, quell’originalità e quella bellezza che avevano allora e che hanno tutt’oggi.

Se le parole di Tenco sono state affidate alla voce di Gioele Dix, le melodie indelebili, che da sempre accompagnano quei testi, sono invece state riproposte tramite l’emozionante ed emozionata esibizione al pianoforte del maestro Andrea Bacchetti. Un’occasione irripetibile per il pubblico di concentrarsi a pieno su entrambi gli aspetti che rendono unico e indimenticabile Luigi Tenco. In rappresentanza della famiglia Tenco la nipote, Patrizia, che emozionata e coinvolta emotivamente dalla circostanza è salita sul palco per ricordare suo zio che ha definito come un “ponte” tra le generazioni, un elemento di rottura, allora quando le canzoni erano solo ”cuore e amore”.

Spazio anche alle parole, quelle di due fra i più grandi critici musicali italiani Renato Tortarolo e Paolo Giordano.

A cinquant’anni dalla sua scomparsa non resta che dire Ciao Luigi e grazie per la preziosa eredità musicale che ci hai lasciato.

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